CAR ALI

Il Festival della resistenza alimentare, alla sua seconda edizione, è un evento che si propone come momento di riflessione, dibattito e scambio sui grandi temi dei differenti sistemi agricoli, della sostenibilità ambientale e sociale in agricoltura e della sovranità alimentare.

L’edizione di questo anno si concentrerà sulla necessità di uscire dall’ideologia romantica del “piccolo è bello” per sviluppare riflessioni e pratiche in grado di insidiare concretamente il sistema agricolo/alimentare dominante, offrire alternative strutturali, permettere ai produttori di uscire dalla sfera dello sfruttamento e dell’autosfruttamento per conquistare margini di reddito che possano restituire dignità al loro lavoro.
Ne parleremo con esperti del settore e con gli stessi produttori.

Nel corso dell’evento il campeggio comunale (dieci ettari di estensione in bosco) ospiterà un mercato all’aperto dove i produttori ed autoproduttori biologici, biodinamici e tutti coloro che operano nel settore delle tipicità enogastronomiche potranno esporre le loro produzioni e scambiarsi conoscenze, tecniche ed opinioni.
Verranno proposti laboratori all’interno di un programma aperto a chiunque abbia saperi da socializzare.
Nel corso del Festival verrà organizzato un piccolo simposio di writers e muralisti che saranno invitati a sviluppare il tema della resistenza alimentare e delle resistenze in generale.
La sera del sabato ci sarà musica dal vivo mentre per tutte e due le giornate avrete la possibilità di degustare, tra le altre cose, una polenta speciale (mais biologico macinato a pietra a giri lenti) nelle sue varie declinazioni.

Portate la tenda e godetevi i due giorni di Festival nella cornice incontaminata della Valtramontina!

Per il programma completo clicca qui.

Perché il Festival della resistenza alimentare?
E’ sempre più chiara la tendenza mondiale alla concentrazione ed al sostanziale controllo dei sistemi agricoli da parte di poche multinazionali in grado di influenzare, per mezzo di una sconfinata disponibilità finanziaria, legislatori e governanti. Ciò avviene in ogni settore strategico per la sopravvivenza dell’umanità.

In particolare siamo tutti minacciati (produttori e consumatori) da un agri-businness centrato sull’uso insostenibile delle risorse, sulla standardizzazione delle colture, sul controllo oligopolistico delle sementi, sull’ipertrofia dell’industria di trasformazione, sulla grande distribuzione, sul peggioramento delle condizioni di lavoro dei produttori e della qualità alimentare.

Ma la questione alimentare, come del resto quella idrica, è talmente importante da rendere la resistenza (e l’alternativa) ai processi in atto un imperativo irrevocabile in ogni luogo anche di fronte all’imminente ratifica del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP), un accordo discusso direttamente dagli emissari delle multinazionali per servirne gli interessi, una minaccia concreta verso il diritto alla qualità del cibo e della vita.

Il festival si pone come obbiettivo quello di diventare uno di quei momenti e di quelle situazioni dove dare dignità e visibilità a questa resistenza, dove incrociare esperienze e al contempo promuovere alternative, proposte, mobilitazioni.

Questi temi verranno sviluppati nel corso di un convegno ed un incontro/dibattito distribuiti nei due giorni del Festival.

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